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Matteo Sabbatani
Ricordo
d’esser nato
per vivere
e,
ora come ora,
m’accontento.
Ma non escludo,
un giorno,
l’opportunità
del rimpianto
per aver vissuto
e non poter rinascere
Tempo al libro & Bacchilega editore SABATO 3 MAGGIO, ORE 17.30, LIBRERIA COOP CENTRO COMMERCIALE "IL GLOBO” A LUGO DI ROMAGNA (RA) ALAN TARRONI e MATTEO SABBATANI, presentati da Rosarita Berardi della Libera Accademia degli Evasi, parlano di “GIOVANE POESIA ROMAGNOLA”, con lo sguardo rivolto ai loro “STRINGERO’ LE STELLE” e “PENSIERI IN AGRODOLCE”
Matteo Sabbatani
Fosse solo neve
questa bianca coltre
che, come un sudario,
si stende silenziosa
sul mio cuore,
forse,
non sentirei
il bisogno di cercare,
l’esigenza di tentare
e il timore di sbagliare.
Ma ora sono in altalena:
qui non c’è più luna piena
e poi pesa la catena
che mi vieta di sognare,
di aprir gli occhi e di guardare,
con speranza, verso il sole
Alan Tarroni e Matteo Sabbatani,
Due giovani autori, raccontano la loro passione per la poesia.
Alan Tarroni (Ravenna, 1975) ha pubblicato Stringerò le stelle (Tempo al Libro, Faenza, 2006). Matteo Sabbatani (Imola, 1977) ha pubblicato Scandendo il tempo in versi (Bacchilega, Imola, 2006) e Pensieri in agrodolce (Bacchilega, Imola, 2007). Incontro organizzato da Tempo al Libro e Bacchilega Editore.
"Giovane poesia Romagnola",
Presentazione congiunta di "Stringerò le stelle" & "Pensieri in agrodolce"
Sabato 15 marzo, ore 18, "AROMI CAFFE'" - via Severoli 31 c/d Faenza -

Strano affare questo «scrivere»: vedete, molte volte – proprio come adesso – ho provato a chiedermi perché, cosa mai mi prenda quando, e accade spesso, mi ritrovo a farlo, a buttar giù emozioni, sensazioni e sentimenti talmente fugaci che svaniscono in un attimo. Strano affare questo «scrivere» che, o lo fai in quell’attimo preciso e irripetibile, o non ci riesci più. Strano, pericoloso coltello a doppia lama questo «scrivere», che un po’ ti serve per dire tu chi sei e, un po’, per vomitare – mi si passi l’ineleganza del termine – quel che hai.
Strano specchio questo «scrivere»: di fronte a lui, ti guardi dentro e non puoi mentire, ma te ne puoi fregare – e, anzi, tanto meglio – se gli altri non capiscono o se gli puoi far credere d’aver capito. Già, perché a me – quando scrivo in versi e, molte volte, anche quando butto giù un semplice pensiero,…sì…, insomma, quando scrivo e punto – non importa che si capisca quel che voglio dire (per far quello ho la voce, per fortuna); no, quel che mi interessa – quando scrivo – è suscitare qualcosa in chi mi legge.
Bizzarra cosa questo scrivere: chi lo fa ci si pulisce la coscienza, è vero, ma chi legge ci va a cercare qualco-sa di suo, qualcosa che pensa tu abbia detto – o voluto dire – e che lui non ha mai avuto il coraggio di urlare.

Che cosa succede nel periodo (brevissimo o infinito?) compreso tra i 20 e i 30 anni? Il poeta Alan Tarroni ce lo racconta con una raccolta di poesie cariche d'emozione e incorniciate da due brani in prosa, in apertura e in chiusura del libro. Stringerò le stelle è un viaggio poetico coinvolgente, un affascinante percorso di formazione in versi che porta il lettore a riflettere sulle piccole cose e sui grandi affetti, in una parola: sul valore aggiunto della vita.
Sogno e paura
S’affollano parole
in un’anima sola
e forse anche quel sole,
che nasce ma non vola,
non scorge più il confine
tra l’orizzonte e il mare:
non resta che intuire
e tu sai che, alla fine,
ti ridurrai a sperare
che s’alzi un nuovo vento
a dispensare vita.
Ma il cuore è un gran deserto
e senti, tra le dita,
il vuoto ed il silenzio
dell’aria che ti sfiora:
persino in mare aperto
sognare fa paura.
Perdonate il narcisismo!

Io sono nato
per dar lustro al mondo,
non per sedermi all’ombra
della sua sagoma stolta
La vita?
Breve riscatto,
che il destino concede a ciascuno
per l’irreversibile tragedia
d’esser nato,
prima del rimedio
un po’ banale
della morte!
Noi poeti?
Narcisismo
e
incontinenza