Poesie, racconti e riflessioni.
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Fine settimana
Ecco, questo è stato proprio uno di quei giorni in cui – come si dice anche nel messaggio promozionale di una famosa marca di caffè - «Arriva la sera e scrivere diventa un piacere».
Strano giorno, infatti, questo lunedì quindici giugno del duemilanove: è arrivato dopo un fine settimana nel quale il sabato, a conti fatti, è stato quasi più impegnativo di un normale giorno di lavoro – ammesso e non concesso che il mio si possa, in effetti, definire propriamente lavoro – e la domenica, se non fosse arrivata la provvidenziale e – come sempre – salutare chiacchierata telefonica con Daniela, sarebbe scivolata via nella più completa apatia.
L’unica nota lieta del mio stancante sabato italiano è stato il matrimonio di Pietro, amico vero e sincero che – contrariamente al sottoscritto – qualche traguardo importante, nella sua vita, sta cominciando a tagliarlo: ha una laurea, una laurea vera come la mia, anzi no, certamente più importante ed utile della mia; ha una moglie che lo ama veramente e che lui ama veramente; ha un lavoro, un lavoro vero che – a quanto mi consta – gli piace e che fa con passione e dedizione, la stessa passione e la stessa dedizione che – nonostante tutto – cerco di continuare a mettere nell’adempimento di quelli che sono i “doveri” del particolare ufficio che mi trovo a ricoprire.
Pietro, Pietro che si è sposato – si diceva – portando all’altare la sua Sara (splendida con addosso l’abito nuziale): lo conosco, Pietro, dal duemila, quando dovetti mettermi a cercare modalità e strade alternative che mi consentissero di portare avanti degnamente il mio percorso di studi e lui venne a trovarmi, offrendomi un po’ del suo tempo, cosa – se ci pensate bene – sempre più rara in quest’epoca.
Allora, ad essere sincero, non avrei mai immaginato che la nostra amicizia sarebbe cresciuta sino a diventare forte, stretta e importante com’è adesso, che – salvo rare eccezioni – difficilmente non ci sentiamo almeno una volta a settimana; e, sapete, in gran parte il merito è suo, suo e del modo in cui – negli anni – è stato capace, sopportando le mie bizzarrie e i miei continui alti e bassi d’umore, di conquistarsi la mia fiducia, il mio affetto e la mia stima: perché è come s’è guadagnato tutto ciò, mi chiedete?
Perché c’era e perché ha continuato ad esserci anche quando,uno dopo l’altro, molti dei porti in cui avevo tentato di far attraccare la mia nave sono progressivamente scomparsi nella nebbia; perché il nostro è sempre stato ed è – ne ho avuto, anche di recente, un’ennesima dimostrazione – un rapporto paritario, indipendentemente dalle condizioni personali di ciascuno, ossia indipendentemente dal mio handicap, dalle mie e dalle sue convinzioni, dai miei e dai suoi orientamenti; perché in lui ho sempre trovato – e so che sempre troverò – una spalla preziosa, un consigliere fidato e obiettivo, un sicuro punto di riferimento; perché non si è spaventato e non è fuggito mai, neppure nei frangenti – e ce ne sono stati parecchi – in cui era oggettivamente difficile starmi vicino e sostenermi.
Per tutti questi ed altre migliaia di motivi, Pietro – nel tempo – ha acquisito, ai miei occhi, una considerazione rilevantissima, tal che qualsiasi ringraziamento io possa formulare nei suoi confronti è – e resterà sempre – poca, pochissima cosa a paragone dell’onore, tutto mio, di potergli essere amico


Oscar Wilde dopo anni di carcere va a vivere sotto falso nome nel nord della Francia. Finge? È davvero convinto di essere un altro?
J. F. Kennedy decide di inscenare la propria morte per poi fuggire in Islanda nascondendosi in una baita sperduta.
Sir Alee Guinness da ateo convinto diventa cattolico quando, nei panni di Padre Brown, entra in una chiesa per parlare con un'ombra della sorte del figlio in fin di vita.
Un altro racconto è un vertiginoso gioco di specchi che sovrappone le identità di Shakespeare, Marlowe e Thomas Kyd.
Il matematico Evariste Galois è morto in duello non a causa di una donna ma per una scoperta che ha capovolto il suo mondo.
Federico II, dopo un dialogo con Francesco d'Assisi, decide di andare in battaglia contro i musulmani lasciandoli vincere.
Catullo rivede l'amata Lesbia durante il processo nel quale è accusata di veneficio, ma lei ha una reazione davvero sorprendente
Delirio di un poeta
Donna,
tu fosti l’angelo del focolare
per pura costrizione
ma, non appena potesti volare,
ad ali aperte e scevra d’emozione,
gettasti un ponte tra sogno e ragione
sul quale l’uomo orgoglioso e coglione
non può salir senza dar l’impressione
d’esser soltanto un ignaro passante.
Donna, sai essere amica ed amante,
madre premurosa,
sposa, poi moglie e bocciolo di rosa
che, nel suo stelo, conserva gelosa
lo scrigno del grande destino del mondo
Un anno fa, o giù di lì, la mia prima, emozionatissima, intervista: una chiacchierata sui miei
"pensieri in agrodolce"

Il resto
Il resto
è andare oltre l’apparenza,
guardar sempre alla sostanza;
il resto
è la certezza dell’assenza,
soppesare la mancanza,
poi non fare penitenza
per le colpe che non hai,
calcolare la distanza
che separa da altri guai.
Il resto
è questo volermi anzitutto preservare,
il bisogno di difendere e salvare
la mia finta ingenuità,
dimostrar che l’intelletto
cerca sempre verità
che non abbiano il difetto
di passare per pietà.
Il resto
è la pioggia
che bagna ogni cosa con la stessa intensità,
l’emozione di una sposa
per il bimbo che verrà,
poi un alito di vento
che ti da la libertà
di sperare che un bel giorno
giunga quella novità
che tu aspetti già da tanto.
Il resto
è un orpello indispensabile del tempo
che ci serve per staccare e respirare,
il cappello che mettiamo ad un momento
che vogliamo o non vogliamo ricordare;
il resto
è il timore di sbagliare,
il sapere o non sapere
in che modo rimediare,
ridere, guardarsi dentro,
continuare anche a sognare
La beffa
Matteo Sabbatani
Noi,
narcisi e indifferenti al mondo,
diamo forma all’illusione
che il destino ci accompagni
e giochiam con l’emozione,
con la sorte e con gli inganni
di una vita impertinente
che dispensa gioie e affanni
in maniera assai irridente,
fino a quando padron tempo
non ci svuota la clessidra:
si sa, l’uomo è quel momento
falsamente sempiterno
in cui par che il calendario
si dimentichi l’inverno.
Poi, però, uno strano vento,
d’improvviso e sotto traccia,
ci dipinge in viso il dubbio
d’aver corso troppo in fretta;
oramai non c’è alcun modo
di svelar tutti quei sogni
chiusi dentro ad un cassetto
per non farseli scappare:
ci accucciamo sotto il letto
per non farci catturare,
ma il destino è lì, beffardo,
e ci viene ad abbracciare.
Matteo Sabbatani
Poi la terra si fa terra:
sicché l’acqua oltre quel limite non va,
come l’uomo che va in guerra
per scoprir che di se stesso nulla sa.
Sono ancora le parole
a marcar questo confine dell’età,
come quando muore il sole
e tu sai che un altro giorno se ne và
Rema, l’uomo,
la sua barca del destino,
ma del mar non sente il suono,
se non quando, alla fine del cammino,
guarda indietro
e, ancor pria che giunga il tuono
a segnare la sua fine,
egli sente l’esser uomo
come un natural confine.
Grazie a
BACCHILEGA EDITORE,
«PENSIERI IN AGRODOLCE» parteciperà ai concorsi letterari nazionali intitolati a
Giuseppe Dessi
&
Guido Gozzano
